La dama delle lagune, di Marcello Simoni (recensione)

 

Anno Domini 807, foce del fiume Padus. In seguito a una violenta tempesta, le lagune di Comaclum restituiscono un antico sarcofago di piombo che custodisce, al suo interno, il corpo incorrotto di una fanciulla. Un miracolo, secondo il vescovo Vitale. Un cattivo presagio, invece, per l’abate Smaragdo, che si troverà diviso tra l’obbligo morale di svelare il mistero e la necessità di proteggere un segreto legato alla sua famiglia. Il contrasto tra questi due religiosi coinvolgerà le vite di persone molto diverse tra loro, come il magister piscatorum Bonizo, il giovane orfano Eutichio, il falegname Gregorios e l’arrogante Grimoaldo, mentre tra le insulae dell’abitato inizierà ad aggirarsi l’ombra di una ragazza. Forse uno spirito inquieto, forse una fuggiasca in cerca di protezione. Proprio nel momento in cui le tensioni tra l’imperatore Carlo Magno e la lontana Bisanzio minacciano di attirare un vento di guerra sulla piccola Comaclum.

RECENSIONE

L’incipit ci catapulta in mezzo a una tempesta, dalla quale un gruppo di pescatori riesce a salvarsi grazie a un evento ritenuto miracoloso: il ritrovamento di un misterioso sarcofago, che dà origine a un conflitto fra le autorità ecclesiastiche locali, ma fa entrare in scena anche personaggi di umile condizione.

Le vicende precipitano quando il luogo viene devastato da militi stranieri. Qui la prospettiva storica si allarga fino ai confini dell’Europa: la laguna di Comacchio è diventata teatro delle mire espansionistiche di Bisanzio, che, in combutta con la Repubblica di Venezia, vuole sottrarla all’influenza dell’Imperatore.

L’assalto dei soldati viene descritto in modo vivido: al lettore sembrerà di trovarsi sotto le frecce degli arcieri, di dovere attraversare il fuoco, di vedere il sangue schizzare dalle gole sgozzate.

Ma è attraverso queste vicende cruente che i personaggi sviluppano un’umanità in cui anche un lettore moderno potrà identificarsi. Primo fra tutti l’abate Smaragdo, nel cui animo lottano il bene e il male. Poi il giovane Grimoaldo, che ambisce agli onori militari ma decide di aborrire la guerra. Infine le protagoniste femminili, accumunate da una condizione di assoggettamento, che le fa vittime di stupro, femminicidio o matrimonio forzato.

Catapultando i personaggi sul palcoscenico della Grande Storia, questo romanzo le trasforma in figure indimenticabili.

Ciascuno dei personaggi, le cui vicende si alternano all’interno di una narrazione corale, nasconde un passato che si rivelerà a poco a poco secondo il meccanismo dell’agnizione, in ideale sintonia con lo spirito di un romanzo storico.

Così si svelano la storia del guerriero che ha deposto le armi per un voto fatto all’amata defunta. O quella della nobildonna in fuga da un padre tiranno. E colui che all’inizio ci era apparso nelle vesti del buono mostrerà la sua faccia di assassino.

La lettura è avvincente, grazie a capitoli che si interrompono sul più bello, ai colpi di scena e alle anticipazioni, che suscitano il desiderio di saperne di più. L’ambientazione è suggestiva: qui i personaggi non si muovono a cavallo, ma su barche, attraverso i canali di una laguna, le cui acque i cui vapori sono ideali per nascondere segreti. La lingua è consona al periodo storico, le espressioni latine contribuiscono a conferire alla narrazione l’aura dell’autenticità.

Questo romanzo ci fa rivivere un’epoca in cui i potenti erano uomini di Chiesa, i conflitti armati erano all’ordine del giorno, il popolo aveva una vita misera e breve. E riesce in questo intento soprattutto grazie a personaggi convincenti, che non sono semplici marionette asservite alla messa in scena di un contesto storico, ma figure dotate di una complessità che le farà rimanere nella testa del lettore anche dopo la parola fine.

Autore: Marcello Simoni

Editore: La nave di Teseo

Genere: narrativa storica

Pagine: 480

Anno di pubblicazione: 2022

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