Gli irredenti, di Marco Avonto (recensione)

 Gli irredenti, di Marco Avonto (recensione)

Borgo Alamo, 1997. Durante una battuta di pesca lungo il torrente, Pietro – un adolescente dal carattere schivo – scopre inavvertitamente che il figlio del sindaco del paese, Tommaso Pastore, detto il Bue – sta avendo rapporti omosessuali con un ragazzo di Alamo. Il Bue, temendo che la storia trapeli, affoga il ragazzo e decide di comprare il silenzio del suo amante. Il sindaco, per salvare il figlio, decide di risolvere la situazione nell'unico modo possibile: trovare un capro espiatorio. Contatta Landi – il padre alcolizzato di un ragazzino rimasto menomato in seguito a un incidente – offrendogli un compenso affinché incolpi il proprio figlio per la morte di Pietro. Ma qualcosa va storto e il Bue deve scontare la sua pena in carcere. Solo molti anni dopo, nel 2017, uscito di galera, il Bue proverà a trovare un'occasione di riscatto quando incontrerà Chiara, la figlia di un'altra "marginale" di Borgo Alamo con una difficile situazione familiare alle spalle. Nel legame, improbabile e traballante, che si crea tra i due, si intravede l'unica possibilità di redenzione dei personaggi del romanzo, che scopriranno quanto certi debiti siano costosi da saldare.

RECENSIONE

Non ne potete più di storie popolate da personaggi belli, ricchi e intellettuali? Di superattici, bolidi sportivi e panorami a picco sul mare? Gli irredenti di Marco Avonto ha il coraggio di confrontare il lettore con un mondo diverso da quello di molti romanzi e serie televisive. Un mondo che però si avvicina di più a quello reale, dove milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e per molti adolescenti l’unica prospettiva è quella della criminalità e della droga.

Lo consiglio? Certamente. È una lettura immersiva, che porterà il lettore a contatto con un mondo che forse non gli è familiare, e che verrà sviscerato sotto i suoi occhi in tutta la sua crudeltà. Una lettura che potrebbe anche avere l’effetto di uno shock. Se l’autore aveva questo obiettivo, che è poi ciò che la letteratura realista di tutti i tempi si è sempre proposta, ci è senza dubbio riuscito.

Punti critici? Non è una lettura divertente, quindi non adatto a chi ha tendenze depressive.

Leggi la recensione completa su Thrillernord

Autore: Marco Avonto

Editore: Morellini

Genere: giallo sociale

Pagine: 272

Anno di pubblicazione: 2022

Link acquisto: https://amzn.to/3KUafQR


 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'eleganza del killer, di Paolo Roversi (recensione)

Il caso Di Matteo, Corinna Schmidt (recensione)