L'eleganza del killer, di Paolo Roversi (recensione)

 

L'omicidio del titolare di un locale alla moda nella zona della movida di corso Como è il primo di una serie di delitti che insanguineranno Milano: a indagare saranno chiamati il giornalista hacker Enrico Radeschi, in sella alla sua inseparabile Vespa gialla, e il vicequestore Loris Sebastiani, il brillante capo della squadra Mobile dal sigaro perennemente spento fra le labbra. Radeschi si farà anche coinvolgere dal Danese – il suo amico greco con l'animo da bandito e il cuore buono che porta sempre con sé un'iguana nascosta sotto i vestiti – in una pericolosa missione al servizio della mafia russa, per ripagare un vecchio debito che richiederà a entrambi di spingersi dove non avrebbero mai osato. Una storia dal ritmo incalzante che si svolge in un febbraio milanese dalle temperature polari fra partite di droga, fiumi di vodka, gioco d'azzardo, sparatorie per il controllo del narcotraffico e una sequenza di misteriosi omicidi compiuti con perizia e professionalità da un inafferrabile sicario che prima uccide e poi svanisce nel nulla per nascondersi nel cuore nero della metropoli. Unico indizio in mano agli inquirenti: il killer quando spara alle sue vittime è sempre vestito in maniera impeccabile. Basterà per catturarlo?

RECENSIONE

Se cercate un giallo dal tono leggero, ammiccante e talvolta comico, questa è la lettura che fa per voi. Non che manchino gli omicidi efferati, le sparatorie e i colpi di scena: solo che questi ingredienti del thriller classico sono infarinati da un’ironia che pervade tutto il romanzo e strappa più di un sorriso al lettore.

A ciò contribuisce la caratterizzazione dei personaggi, sapientemente condita da tratti che aggiungono al thriller un pizzico di comicità: la Vespa gialla del protagonista, l’iguana che il Danese si porta sotto i vestiti, il sigaro che il vicequestore fa sempre roteare nella bocca. Una caratterizzazione abile, che ci farà ricordare i personaggi anche dopo aver richiuso il libro.

Protagonista della storia è Enrico Radeschi, giornalista esperto di informatica, che narra in prima persona, facendo emergere una voce peculiare e un atteggiamento non convenzionale verso la vita. Ai capitoli narrati in prima persona si alternano tuttavia capitoli raccontati da un narratore onnisciente, che punta il riflettore sugli altri personaggi e la vicenda nel suo insieme. Una scelta narrativa riuscita, che alimenta la suspense e l’ironia drammatica.

La trama è presto riassunta, in un gelido febbraio milanese Radeschi viene chiamato dal vicequestore Loris Sebastiani sulla scena di un omicidio, che ha tutta l’aria di essere stato eseguito da un killer professionista. Inizia così la caccia a un assassino che colpirà più volte, e che ha la caratteristica di abbigliarsi con costosi abiti griffati. Caccia che comprende scene d’azione, trasporto di droga, inseguimenti, partite a poker, ma anche momenti comici, con grandi bevute di vodka, personaggi femminili che sembrano usciti da un fumetto e un’accoppiata di cagnolini che sono la caricatura dei loro padroni.

Parallelamente all’indagine viene portata avanti la sottotrama relativa alle vicende personali di Radeschi, ricattato dalla mafia russa a causa di un debito maturato nel romanzo precedente e anche coinvolto in una storia d’amore semiseria.

Il tutto in un’ambientazione che ci immerge nel centro di Milano, fra strade eleganti, caffè alla moda, edifici storici. Una Milano invernale e gelata, che fa risaltare per contrasto il tono ironico di questo giallo.

In definitiva una lettura divertente, che mette in scena una Milano afflitta dalla criminalità organizzata, ma riesce anche a riderci sopra.

Punti critici? Chi ama il noir e la denuncia sociale potrebbe rimanere deluso.

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Genere: giallo thriller

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2022

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