L'editoria è moribonda: ciò che gli esordienti dovrebbero sapere

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Se coltivate il sogno di diventare scrittori, quante volte vi sarà capitato osservare le vetrine delle librerie, leggendo con invidia il nome degli autori che sono riusciti a raggiungere l’agognato traguardo di essere pubblicati da grandi case editrici?

La vostra invidia è mal riposta: molti dei libri che trovate in libreria in realtà vendono pochissimo e vanno ad alimentare le masse di resi che le case editrici devono riprendersi mese per mese. La grande editoria sforna moltissimi titoli ogni mese, ma la maggior parte di essi rimane esposta in libreria soltanto per poco tempo, per far spazio alle nuove uscite.

 Soltanto il 4 % di tutti i libri pubblicati vende fra le 1000 e le 10000 copie.


I dati effettivi di vendita sono molto modesti e vengono tenuti segreti, come ho riferito in questo articolo. Non è difficile fare verifiche: basta controllare la posizione del libro nella classifica di Amazon (ogni dato sopra 10000 significa poche vendite), oppure controllare se un libro è andato in ristampa. Anche il numero di recensioni è un indicatore delle vendite.

Si consideri che in Italia sono pochi i lettori e il mercato ha dimensioni ridotte: nel 2021 sono stati venduti libri per 1,7 miliardi di euro. Per capire la portata di questo dato ricorrerò a un confronto: in Germania (un paese con 80 milioni di abitanti a fronte dei 60 milioni di italiani) nello stesso periodo le vendite di libri sono state il quadruplo, per circa 7 miliardi di euro.

Il settore rimane in piedi soltanto perché si autoalimenta: la grande editoria si serve delle nuove uscite per garantire nuovi finanziamenti da parte delle banche. Esempio; quando pubblica un libro al costo di 20 euro con una tiratura iniziale di 5000 copie, un grande editore ottiene un finanziamento di 50000 euro. In seguito, quando dovrà restituire alle librerie 25000 euro per resi, sarà costretto a pubblicare un nuovo libro, per avere un nuovo finanziamento di 50000 euro. Si tratta di un vero e proprio schema piramidale.

Il sistema ha funzionato egregiamente finora, perché la distribuzione è monopolizzata dai grandi gruppi editoriali. I grandi gruppi editoriali sono proprietari delle due maggiori aziende di distribuzione libraria: ciò significa che essi hanno il potere di farci trovare in libreria quello che vogliono.

Ho scritto „finora“, perché da qualche anno (complice la pandemia) il monopolio della distribuzione è stato spezzato: secondo i dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori  ormai il 40 % degli acquisti di libri viene effettuato online. E la principale piattaforma di vendita libri online è Amazon.

Riflettete bene su questo dato: quasi la metà dei libri non viene comprata in libreria, ma su Amazon. Ciò significa che i grandi distributori hanno perso quasi la metà del loro potere.

Un altro fattore che destabilizza il mercato è la pirateria: sempre secondo dati diffusi dall’AIE, nel 2021 la pirateria ha fatto perdere al settore un fatturato di circa 700 milioni di euro.

Considerando che il fatturato totale del settore librario è stato di circa 1,7 miliardi di euro, si comprende come una perdita di 700 milioni, che è circa il 40 % del suddetto fatturato, mini l’esistenza del settore stesso.

La pirateria è un problema serio: le nuove uscite della grande editoria sono disponibili sui siti pirata dopo pochi giorni dall’uscita. Sempre secondo i dati dell’AIE un italiano su tre scarica libri gratis. L’80 % degli studenti e il 50 % dei liberi professionisti lo fa normalmente e senza tanti scrupoli.

A fronte della diffusione della pirateria, c’è chi prevede che con i libri accadrà quello che è successo con la musica: ormai nessuno compra più dischi o CD, perché la musica è fruibile gratuitamente.

È possibile che in futuro anche i libri digitali saranno gratis. Nella più rosea delle ipotesi, resisterà il formato cartaceo, al quale molti lettori sono affezionati.

Ma l’abitudine a usare un lettore digitale potrebbe imporsi più rapidamente di quanto immaginiamo.

Se ci pensate, gli smartphone esistono dal 2005. Prima di questa data, non eravamo abituati a essere sempre online, sempre raggiungibili, sempre su Facebook. Ci abbiamo messo pochissimo a fare dello smartphone un’appendice della nostra vita. Le rivoluzioni accadono in brevissimo tempo, senza che quasi ce ne accorgiamo. Ci aspetta una rivoluzione anche nel settore librario?

***

Questo articolo è rivolto soprattutto a coloro che desiderano diventare scrittori.  Alla luce di quanto sopra, tenete presente che

1) L'editoria tradizionale è moribonda. Inseguire il sogno di entrarci, tramite concorsi, agenzie letterarie ecc., può essere illusorio. E se anche riuscite a farvi pubblicare, non è detto che il vostro libro venda migliaia di copie. La delusione è dietro l’angolo.

2) Considerate settori con maggiori prospettive future: la narrazione seriale, per esempio. Su Amazon è stato creato il programma di narrazione seriale Kindle Vella. Forse è questo che vogliono i lettori: storie a puntate, da leggere sullo smartphone. Il programma arriverà anche in Italia. Siate pronti, perché questo tipo di narrazione ha regole diverse rispetto alla narrativa tradizionale.

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